Analizzare i numeri della nostra Associazione è, prima di tutto, un atto di responsabilità e di trasparenza. I numeri raccontano ciò che siamo, ma soprattutto ci aiutano a capire dove vogliamo andare.
Osservando i dati dell’ultimo anno e confrontandoli con le medie nazionali, emerge un quadro chiaro: il nostro territorio sta attraversando una fase complessa. I parametri di fidelizzazione e di nuovi ingressi risultano leggermente inferiori alla media nazionale. In una città come Milano, donare sangue significa spesso fare i conti con stili di vita frenetici, con tempi compressi, con difficoltà che rendono più faticosa la continuità di un gesto che richiede programmazione e consapevolezza. Nonostante le numerose iniziative messe in campo, l’ingresso di nuovi donatori è in calo.
Eppure, non vogliamo che questi dati restino semplici statistiche negative. Preferiamo leggerli come una chiamata all’impegno, come uno stimolo a rafforzare il nostro legame con il territorio e con le persone che lo abitano.
In questo contesto, il vero fiore all’occhiello del 2025 è rappresentato dall’incremento delle donazioni in aferesi. In un panorama sanitario che richiede sempre più derivati del sangue per terapie specifiche e farmaci plasmaderivati, questo risultato parla di donatori attenti, informati, capaci di cogliere i bisogni reali del sistema sanitario. I dati del 2025 relativi alla raccolta in aferesi delineano una comunità di donatori non solo più generosa della media nazionale, ma anche più consapevole, matura e responsabile.
Con soddisfazione registriamo anche i risultati della sezione di Paullo, che nel confronto con il 2024 mostra segnali incoraggianti. A fronte di un calo del numero dei donatori del 4%, le donazioni sono cresciute del 5%, con un indice donazionale passato da 1,90 a 2,04. Le donazioni in aferesi rappresentano il 13% del totale. Sono numeri che raccontano una base donatori solida, fidelizzata, profondamente legata all’Associazione. Un legame che probabilmente trova forza anche nella dimensione più raccolta del territorio, dove il rapporto con la cittadinanza è più diretto e autentico.
Maggiore è stata invece la fatica della sezione di Peschiera Borromeo, nonostante sia quella che ha investito di più in termini di presenza sul territorio, eventi e partecipazione civica. Peschiera Borromeo è una realtà fortemente connessa a Milano: molti donatori scelgono di donare presso le associazioni ospedaliere del capoluogo o presso AVIS Milano, spinti da dinamiche lavorative e da una mobilità quotidiana che lega strettamente il Comune alla città.
Stabile la situazione di Milano città, che si trova inevitabilmente “schiacciata” dalla presenza delle grandi associazioni ospedaliere del capoluogo lombardo. In una metropoli complessa come Milano, anche l’attività di promozione della donazione richiede energie, strumenti e strategie sempre nuove.
A parte merita il caso della sezione di Rozzano. Pur in presenza di un liceo scientifico presso il quale, da anni, i nostri volontari presentano il progetto Un Mare di Gocce, manca un’attività di volontariato strutturata e continuativa. Questo limita, almeno in parte, il potenziale di tanti studenti che potrebbero diventare nuovi donatori e nuovi volontari.
Per quanto riguarda Cesano Boscone si tratta di pochi donatori “ereditati” dall’Associazione Sarda di donatori di sangue. Si trattava di una realtà locale che recentemente si è sciolta e i pochi donatori attivi sono confluiti in Fidas Milano. Su Cesano, purtroppo, non abbiamo un’attività di volontariato attiva né una sede. E’ pertanto difficile espandersi. Tuttavia l’apporto dei donatori di Cesano rimane comunque fondamentale e significativo e ci auguriamo che possa solo aumentare.
Accanto ai numeri, però, ci sono le persone. E le persone continuano a sorprenderci. Anche quest’anno la partecipazione al Fantadono è stata entusiasmante: un gioco, certo, ma soprattutto un modo leggero e coinvolgente per raccontare l’impegno quotidiano di chi sceglie di donare. Due nostri “fuoriclasse”, con 12 donazioni ciascuno nel 2025, hanno conquistato il primo posto a pari merito, seguiti da un gruppo numeroso di campioni della donazione pronti a raccoglierne l’eredità.
Grande entusiasmo ha accompagnato anche la nuova iniziativa Ciak Don-Azione, che ha dato volto e voce ai nostri donatori, immortalati nell’atto del dono e pronti a condividere emozioni, pensieri e motivazioni. Perché il dono non è mai solo un gesto tecnico: è un’esperienza profondamente umana.
Un ringraziamento speciale va a Don Marco, parroco di Paullo, che oltre a essere un “superdonatore” ci ha accompagnati negli incontri con gli studenti delle scuole, portando una testimonianza autentica e credibile del valore del dono. Testimonianze come la sua rendono concreto il messaggio che cerchiamo di trasmettere ogni giorno.
Il progetto Un Mare di Gocce resta, più di ogni altro, il cuore pulsante della nostra Associazione: uno sguardo rivolto alle nuove generazioni, alle loro famiglie, ai docenti, con la convinzione che educare alla solidarietà oggi significhi costruire una società più giusta domani.
Infine, un doveroso e sentito ringraziamento va ai 14 donatori centenari ancora in attività. Tra loro, un nome spicca su tutti: Augusto Bezza, che ha raggiunto il traguardo straordinario di 229 donazioni ed è, in assoluto, il donatore più generoso della nostra FIDAS. In storie come la sua si riflette il senso più profondo del nostro essere comunità: un mare fatto di gocce, tutte diverse, ma unite dallo stesso valore.












