La tua impronta

Rallentare per scegliere quale impronta lasciare: vuoi farlo con #fidasmilano?

Viviamo in un mondo che corre. Corre il lavoro, corrono le notizie, corrono le persone, corrono i messaggi che arrivano sul telefono. Corriamo anche noi, spesso senza sapere bene verso dove. Abbiamo imparato a considerare la velocità come un valore. Rispondere subito. Arrivare prima. Fare di più. Non perdere tempo. Ma siamo sicuri che il tempo perso sia davvero quello in cui non corriamo?

Il progetto Rallentare, nato a #milano dalla rivista dei Gesuiti “Aggiornamenti sociali” e dalla Comunità di Villapizzone, ci invita a riflettere sui ritmi del nostro tempo e propone una domanda semplice e tutt’altro che scontata: “A che ritmo viviamo? Se rallento, mi perdo qualcosa? O è vero il contrario?”

E’ una domanda che vale la pena portare dentro Fidas Milano. Perché rallentare non significa fermarsi. Significa, qualche volta, prendersi il tempo giusto. Il tempo per vedere. Vedere davvero una persona, non soltanto accorgersi che è lì. Il tempo per ascoltare. Ascoltare senza pensare già a cosa rispondere. Il tempo per riflettere. Perché non tutte le decisioni hanno bisogno di essere prese immediatamente e non tutte le risposte che ci vengono in mente sono necessariamente quelle giuste.

Rallentare per noi vuol dire “creare uno spazio” dentro cui può succedere qualcosa di importante. Possiamo capire meglio chi siamo, che cosa ci sta a cuore, che cosa ci fa stare bene e che cosa invece ci allontana da quello che vorremmo essere. Solo allora possiamo scegliere. Che cosa vogliamo fare? Ma, soprattutto, che impronta vogliamo lasciare?

Ognuno di noi lascia delle impronte. Le lasciamo nel lavoro, nelle relazioni, nelle persone che incontriamo, nelle comunità di cui facciamo parte. Alcune sono profonde e rimangono a lungo. Altre scompaiono quasi subito. Tra le impronte che non vediamo, ma che esistono c’è la #donazionedisangue. Chi dona non conosce la persona che riceverà quel sangue. Non sa il suo nome, la sua storia, la sua età. Chi riceve non saprà chi ha lasciato quella traccia. È una forma di anonimato del bene.

Siamo indotti a mostrare ciò che facciamo: la donazione di sangue conserva una dimensione quasi controcorrente: fare qualcosa di importante senza bisogno di sapere chi lo vedrà. Anche questo è un modo di lasciare un’impronta. Fare qualcosa che, attraverso di noi, possa continuare il suo cammino. Il valore di un gesto non dipende dalla possibilità di vederne il risultato. Ha valore in sè.

Allora torniamo alla domanda da cui siamo partiti.

A che ritmo viviamo?

Qualche volta abbiamo bisogno di rallentare non per arrivare ultimi, ma per capire dove vogliamo andare. Per vedere meglio. Per ascoltare di più. Per riflettere prima di scegliere. Perché solo quando ci concediamo il tempo di fermarci, possiamo decidere quale impronta lasciare.

👣 Se vuoi lasciare un’impronta, puoi farlo anche attraverso il tuo tempo.

👥 Cerchiamo volontari. Il pochissimo tempo che potrai dedicarci sarà preziosissimo.

Ti aspettiamo😊

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