Giornata Mondiale del Donatore di Sangue

Comunicato congiunto di Città di Peschiera Borromeo e sezione cittadina di Fidas Milano

Domenica 14 giugno ricorre la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, dedicata a tutte le persone che con un gesto semplice e volontario contribuiscono ogni giorno a salvare vite umane; in occasione di questa data significativa, anche quest’anno il Palazzo Comunale di Peschiera Borromeo si illumina di rosso.
Donare sangue significa offrire una possibilità concreta a chi affronta una malattia, un intervento chirurgico, un’emergenza, una terapia lunga e delicata. È un gesto silenzioso, spesso lontano dai riflettori, ma essenziale. Perché il sangue non può essere prodotto artificialmente: può arrivare solo da un’altra persona, da qualcuno che sceglie di dedicare un po’ del proprio tempo agli altri.

In questa giornata, Fidas Milano desidera ringraziare tutti i donatori e le donatrici che, con continuità e senso di responsabilità, rendono possibile una terapia salvavita indispensabile per milioni di persone nel mondo.

La donazione di sangue non appartiene a una logica eroica. I donatori non si sentono supereroi: sono persone normali che hanno compreso quanto la vita di ciascuno sia legata a quella degli altri. In ogni sacca di sangue c’è qualcosa di profondamente umano: la consapevolezza che – anche senza conoscere chi riceverà quel dono – siamo parte della stessa comunità umana.

La Giornata Mondiale del Donatore di Sangue ci ricorda proprio questo: il sangue non ha confini, differenze culturali, idee politiche o religiose. È lo stesso per tutti. E proprio per questo la donazione rappresenta uno dei gesti più universali di solidarietà.

Quest’anno il messaggio internazionale richiama il valore della speranza: quella che passa attraverso ogni donazione e raggiunge chi attende una trasfusione, una cura, un futuro possibile. Ogni goccia donata porta con sé non solo un aiuto medico concreto, ma anche un segno di fiducia negli altri e nella possibilità di prendersi cura gli uni degli altri.

Per Fidas Milano, da oltre sessant’anni impegnata nella promozione della donazione volontaria, gratuita e associata, questa giornata è anche un invito a guardare avanti. Il bisogno di sangue non si ferma mai e solo attraverso donazioni regolari è possibile garantire agli ospedali scorte adeguate e sicure.

Il 14 giugno è quindi un giorno di gratitudine, ma anche di responsabilità condivisa. Perché donare sangue significa ricordarsi che nessuno si salva da solo e che, a volte, un gesto semplice può attraversare le distanze e diventare vita per qualcun altro.

Come Assessora alle Associazioni e alle Politiche di promozione e tutela della Salute, nonché Vicesindaca, desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento alle volontarie e ai volontari della FIDAS – Associazione Donatori Sangue, sezione di Peschiera Borromeo, per il prezioso impegno che quotidianamente dedicano alla diffusione della cultura della donazione del sangue nella nostra città. Ogni donazione rappresenta un gesto concreto di altruismo e solidarietà, capace di fare la differenza nella vita di molte persone. Per questo rivolgo la mia gratitudine a tutte e tutti coloro che, con passione, generosità e dedizione, promuovono ogni giorno il valore del dono e contribuiscono a sensibilizzare la comunità sull’importanza di donare sangue”, ha commentato Claudia Bianchi, Vicesindaca con deleghe alle Associazioni e alle Politiche di promozione e tutela della Salute.

Giuseppe Iosa, Presidente di Fidas Milano Odv – Sezione Peschiera Borromeo, evidenzia: “Ogni volta che si parla di donazione di sangue si rischia di restare sulla superficie delle parole giuste: solidarietà, altruismo, impegno civile. Sono parole vere, necessarie, ma da sole non bastano a raccontare ciò che accade davvero. Dietro ogni donazione c’è qualcosa di più silenzioso e più profondo: una forma di fiducia nella vita e negli altri che non ha bisogno di essere dichiarata. Non si conosce chi riceverà quel sangue, e proprio per questo si compie un gesto che mette in discussione, senza proclami, l’idea che la vita possa essere vissuta da soli. Non è solo un atto sanitario né soltanto un gesto di generosità. È una piccola esperienza concreta di interdipendenza umana. Ci ricorda che la nostra libertà non è mai separata dalla responsabilità verso ciò che ci circonda, anche quando non lo vediamo. Proprio per questo motivo vale la pena custodire e trasmettere: l’idea che la vita, nella sua fragilità, diventa più piena quando smette di essere solo nostra“”

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